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La squadra di Promozione venerdì scorso era chiamata ad un primo esame di maturità: sfida diretta in casa con la coinquilina al primo posto in classifica. Ci si aspettava una partita difficile, con molte insidie e per nulla scontata, e così è stato. Anzi, è andata ancor peggio di quello che ci si poteva aspettare: 21 punti di divario subiti in casa significa che in realtà la partita non c'è mai stata. Significa che si è scesi in campo con l'atteggiamento mentale sbagliato e che la squadra in realtà non si è mai dimostrata tale.
Ecco il resoconto di Peki, testimone oculare della brutta serata.... "E' raro presagire una sconfitta già dalla seconda azione,ma questa è stata la sensazione avuta venerdi sera nello scontro al vertice tra il Progetto Casa Crescentino e il Fulgor Valsesia. L'approccio alla partita, più che le doti tecniche, ha fatto la differenza; si è giocato contro una squadra che ha nel suo dna il gioco duro, leale ma duro, e si è visto da subito che per vincere la partita avrebbero giocato al limite delle proprie possibilità. Per vincere contro queste squadre bisogna mettersi al proprio livello e sacrificarsi più di quello che si è disposti a fare di solito.. sembra una bocciatura, e lo è per questa partita, ma per fortuna quello che si si è visto nelle partite precedenti è un buon viatico per il futuro.
La lettura della partita sta tutta nei 19 punti segnati nei primi 19 minuti di gioco, un punto a minuto, e se c'è da chiedersi che cosa non ha funzionato, forse bisogna partire da questo dato, perchè non è che non si è tirato, è che si è tirato male e con scelte di tiro sbagliate; l'unico consiglio che mi sento di dare ai coch è: guardate lo scout e leggete le percentuali al tiro di qualche giocatore e lavorate su quello.... La squadra ospite ha capito da subito che fermare le penetrazioni di Passarello sarebbe stata la chiave della partita, e il nostro play si è costantemente dovuto scontrare sotto canestro contro i lunghi del Valsesia che scalavano e e chiudevano su di lui. Poi è chiaro se non riesci a far canestro da sotto e hai percentuali ridicole da fuori i venti punti di scarto ci stanno tutti. Nel secondo tempo a tratti si è visto che giocando con più cattiveria la rimonta sarebbe stata possibile, e per un certo periodo è stata anche fattibile,i contropiedi di Bertone e l'arresto e tiro di Galliati in post alto hanno dato l'illusione di riprendere in mano la gara. Ecco forse questa era l'impronta da dare, aumentare il ritmo e appoggiarsi sulle conclusioni centrali di Galliati per aprire la difesa degli ospiti.....e osare qualche penetrazione con scarico al post basso....invece di andarsi sempre a schiantare contro il muro del Valsesia.
Pazienza è stata una sconfitta che può essere terapeutica, se qualcuno pensava di avere vita facile in questo campionato si è tolto subito questa illusione....non bisogna mai tralasciare quello che io da spettatore privilegiato ho visto nelle partite precedenti: lo spirito di squadra, la voglia di combattere insieme fanno la forza di questa squadra; se manca questo, se qualcuno comincia a cantare fuori dal coro.... allora diventa dura perchè non basta avere talento in queste categorie" .....Peky
Ad maiora.
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