Meditate gente ... meditate
Scritto da Giancarlo Rivella    Lunedì 22 Novembre 2010 18:16    PDF Stampa E-mail

Lo slogan reso famoso qualche anno fa da Renzo Arbore mentre pubblicizzava la birra mi sembra perfetto per commentare l’incontro di sabato contro Novara.

Se si guarda il punteggio finale si può pensare ad una vittoria facile (23 punti sono effettivamente una bella differenza), ma chiunque abbia visto la partita ha avuto un ben diversa sensazione.

Abbiamo vinto con fatica, troppa fatica … Eppure sulla carta la partita avrebbe dovuto essere poco più di una passeggiata, ma come sempre, le partite si devono giocare in campo e non sulla carta.

Cos’è successo allora ??

Pronti via, una bella serie di alibi. Il fondo duro e i palloni troppo gonfi che rendono difficile il palleggio, luci laterali che rendono difficile il tiro dall’ala, problemini fisici che accidentalmente si ripresentano quando le cose non vanno troppo bene (Moliere docet… ), i canestri rigidi che non ammortizzano il tiro ecc. ecc…

Tutte cose vere, ma che poco hanno a che vedere con quanto realmente successo.

In molti hanno commentato “era una partita facile e l’hanno presa sotto gamba”.
Sarà  vero ???   Io non lo credo.
E’ una frase comune per chi, da fuori, vede una partita apparentemente semplice andare nel verso sbagliato,  ma di  solito non è vissuta così da chi sta in campo. Questo stato d’animo può durare per qualche minuto, ma poi, alla prima cazziata del coach, quasi sempre la squadra reagisce e la partita cambia.
Qui è stato diverso, e allora, forse, c’è una spiegazione più tecnica.

Per la prima volta ci siamo trovati di fronte ad una squadra che riusciva a chiudersi in difesa piuttosto rapidamente, e questo ci ha limitato nella nostra arma offensiva migliore, il contropiede. Certamente in questo caso la difficoltà di palleggio non ci ha aiutato, è vero, ma anche questo deve essere messo in preventivo, perché non sempre ci si trova a giocare su un fondo a noi congeniale, per cui, se non si può ferire di spada, bisognerà usare la lancia.

Privati della nostra arma migliore, iniziamo ad andare in crisi, perché non abbiamo più ben chiaro cosa fare.
E allora cosa fare ?
Ancora una volta la risposta alla domanda è là dietro, in difesa. Senza voler dare del bue o dell’asinello a nessuno, nel primo quarto in particolar modo, più che una difesa mi sembrava di vedere un presepe vivente. Tutti fermi come statuine, distanti almeno 2 o 3 metri dall’uomo, lenti a rientrare. Ti credo che poi si fa fatica ad andare avanti. Se già è complesso bucare una difesa ben messa, provate a immaginare come sale il livello dell’ansia quando non si riesce a coprire dietro. Becco canestro e faccio fatica a farlo, così nasce la paura; …. e la paura taglia le gambe, spegne l’energia e annebbia le idee.
Per difendere, non ha importanza il fondo duro, o com’è posizionata la luce … occorrono gambe e cuore, e per questi non ci sono alibi.

Se volete fare un salto di qualità, ragazzi, occorre sicuramente fare due cose:
a) capire bene come si deve difendere (a uomo o a zona sarà il coach a deciderlo) e FARLO !!! Se difendo sull’uomo senza palla devo pressarlo per impedirgli di ricevere il passaggio, se difendo su quello con la palla … gambe basse, un braccio di distanza e scivolamento a go go !!! E questo si impara con lavoro serio e disciplina mentale,  non certamente facendo le partitelle alla viva il parroco durante gli allenamenti.
b) imparare ad attaccare una difesa chiusa, e qui ci vuole tanto, tanto, tanto movimento senza palla e tanta, tanta , tanta squadra.

Vi lascio con questo spunto di riflessione: come pensate di cavarvela sabato contro Galliate che ha la migliore difesa del campionato ???  Come pensate di uscirne, se non con una vittoria, almeno con una sconfitta dignitosa ???

Meditate gente … meditate !!!

(Ex) coach Giancarlo.