Questi vecchi 22enni
Gennaio tempo di primi consuntivi e inevitabilmente tempo di riaggiustamenti e quindi di campagne acquisti.
Ho parlato in questi giorni con il presidente di eventuali sviluppi a medio e a lungo termine sul nostro futuro societario; forse più che parlare di futuro ci siamo scambiati impressioni sui vari scenari baskettari dell’ECS, non sto ora riferire di cosa specificatamente abbiamo discusso, anche perché abbiamo parlato di tutto e di più e ripeto erano solo impressioni su eventuali sviluppi futuri.
Una cosa però mi è rimasta impressa, mi spiego: abbiamo toccato tutto ciò che rappresenta la pallacanestro e la parola juniores continuava ad inserirsi in tutti i ragionamenti.
Già perché quando si parla di costruire una società che affronta un campionato di seniores oggi non si può prescindere dalla regola dei cinque giovani da inserire nel roster della prima squadra.
Confesso che quando sento la parola regola non dico che mi viene l’orticaria ma un minimo di prurito sì.
Quindi, essendo per natura contro l'imposizione di regole se non altro cerco di capire cosa sottintendano per non doverle infrangere.
Il fatto è che non comprendo bene quale sia il processo che ha portato la federazione ad imporre la regola dei cinque juniores. Presumo che sia per invogliare la società ad investire sul settore giovanile, plauso, è buona cosa perché tutto ciò che serve per far crescere i giovani mi trova d’accordo a prescindere. Poi però pensandoci sopra mi vengono come sempre dei dubbi, prima di elencarli faccio un attimo il punto della situazione del panorama ECS.
Noi grazie a questa regola, o meglio, anche grazie a questa regola abbiamo potuto tesserare i vari Maggini e Quaranta, ripeto "anche" perché volente o nolente i posti in squadra nelle categorie seniores si sono dimezzati e quindi i talenti maggiorenni hanno visto ridotte le possibilità di poter giocare trovandosi forzatamente sul mercato.
Tutto questo a vantaggio delle società che hanno investito nel settore giovanile e che hanno in casa propria giovani da lanciare.
Quindi tutto bene tutto ok, abbiamo risolto il problema perché se si vuole giocare nei vari campionati conviene che le squadra si muniscano di giovani e di allenatori competenti che li svezzino per i campionati seniores.
Domanda: ma siamo veramente sicuri che un giovane sia in grado di giocare in un campionato senior?
E poi siamo sicuri che stiamo facendo il bene di questi giovani forzando quella che è la crescita strutturale di un ragazzo, che cresce fisicamente e tecnicamente poco per volta e che dovrebbe competere solo con i pari età fino alla sua completa maturazione?
Ripeto la parola dubbio si è insinuata nella mia convinzione primaria, perché comunque, e non me ne vogliano i giovani ECS che giocano in prima squadra, secondo il mio modesto ( e non richiesto e presumibilmente sbagliato ) parere tutti i giovani che ora giocano in serie D avrebbero bisogno di campionati giovanili adeguati a loro dove la parte tecnica dovrebbe essere il fondamento centrale della loro crescita.
Va bene voglio essere più crudo e correre l rischio di offendere qualcuno, ma se non ci fosse la regola dei cinque juniores credo che nessuno dei nostri giovani che calcano il parquet della serie D troverebbe posto in prima squadra.
Non perché non sarebbero in grado di giocare un domani in questa categoria, ma proprio per consentire loro di giocare un domani in serie D come protagonisti e non come comprimari come lo sono ora.
L’altro dubbio mi è venuto sapendo che i nati nel 86 o dell’87 l’anno prossimo non saranno più juniores, allora la matematica mi dice che a ventidue anni o sono buono per le prime squadre o sono buono per appendere le scarpe al chiodo e sempre seguendo un discorso matematico, io società come faccio ad investire sui giovani se i giovani a ventidue anni sono già vecchi?
Questi sono solo alcuni dei dubbi che ho e presumo che chi ha messo queste regole abbia valutato i pro e i contro delle diverse situazioni.
Io, siccome approfitto di questo spazio per esternare i miei pensieri, dico che forse investire sui campionati giovanili mettendo delle regole tipo una squadra under 19 o 20 oppure 21 obbligatoria (come già lo sono i due campionati giovanili) potrebbe essere un incentivo per costruire settori giovanili adeguati. Poi però penso alla condizione del basket di oggi che come reclutamento mi sembra un po’ deficitario nei confronti di altri sport e allora ben venga questa famosa regola con la speranza che aumentino le squadre per far giocare i vecchi over 22
Sal paradiso
[Inviata da SalParadiso]



