Consapevolezze

 Fri 01 February 2008 - 14:19:23 | pierAdmin

Domenica di grande basket a Crescentino, dove finalmente, dopo un lungo periodo d’appannamento e di conseguenti sconfitte, la squadra di coach Azzaretti, ha battuto l’Ivrea, compagine che staziona ai vertici alti della classifica. Se la memoria non mi tradisce quasi tutte le squadre che comandano il campionato di serie D hanno pagato pegno contro i biancoazzurri locali, è una constatazione che mi serve per approfondire un aspetto, colto guardando la partita di domenica al palainnominato di Crescentino.
Perché, a dispetto di tutto ciò che è logico, dei ragazzi surclassati dalla prestanza fisica degli avversari trovano motivazioni e stimoli supplementari non solo per non sfigurare ma addirittura per vincere una partita dove nemmeno i più ottimisti avrebbero scommesso un euro sull’esito finale?
Credo che la parola giusta, prima di addentrarmi negli aspetti tecnici, sia "consapevolezza", esattamente in questo caso consapevolezza dei propri limiti.
Accennavo prima alla prestanza fisica degli avversari, ma implicitamente affermavo che noi non abbiamo lunghi da contrapporre, lunghi di ruolo si intende, quindi la consapevolezza di avere questo limite ha stimolato nei nostri baldi e bravi giovanotti quella dote che non sempre si gestisce a comando che si chiama grinta , difatti ho visto sempre tre o quattro dei nostri a rimbalzo specialmente in difesa. Non solo, la consapevolezza dei propri limiti ha fatto fare secondo me delle scelte giuste di volta in volta ai vari giocatori scesi in campo; faccio qualche esempio scusandomi se per una volta faccio dei nomi. Primo quarto, siamo in attacco, la palla dopo tre passaggi giunge al vertice dell’area nelle mani di Ottaviano, attimo d’esitazione (di suspance per me che lo osservo con particolare attenzione) e invece di provare un tiro forzato scarica fuori e non mi ricordo più chi dopo un altro passaggio tira e segna. Credo che la consapevolezza di avere alle spalle un marcantonio di due metri gli abbia fatto fare la scelta giusta. E' vero, giocare da lungo non arrivando al metro e novanta è un limite, ma basta esserne consapevoli e sfruttare le occasioni, come è successo poco dopo, dove lo stesso marcantonio forte della consapevolezza della sua prestanza fisica e della sicurezza che tanto il ragazzino avrebbe ripassato la palla fuori, rimane basito dalla sfrontatezza dello stesso e se lo lascia scappare a concludere da sotto. Altri episodi come questo si sono verificati in diverse occasioni, credo che sempre nel primo tempo i vari tiri effettuati da Corona e da Davin siano figli della consapevolezza dei propri limiti, non si offendano ma non hanno la classe di Maggini che può permettersi di tirare anche con due avversari addosso, credo perciò che di questo ne siano consapevoli e difatti hanno tirato quando erano smarcati, con i piedi per terra, senza fare equilibrismi e segnando come è avvenuto in diverse situazioni.
Potrei continuare ma credo che il concetto sia chiaro: sapere quali sono i propri limiti di solito ci porta ad effettuare la scelta giusta, per questo motivo credo anche che Maggini conoscendo i limiti di questa squadra, come ho spiegato sopra, per nostra fortuna ha la sfrontatezza di non porsi limiti personali e di conseguenza segnarne una quarantina a referto.
Altro tema, c’è stato un cambiamento nel quintetto base, che secondo me, ha dato il LA al gioco della squadra. Benedico la lungimiranza del coach che ha dato le redini della squadra a Galliati ottenendo con questa mossa degli equilibri diversi nel gioco dei nostri e scombussolando i piani tattici degli avversari. Difatti con Galliati a portare palla si è visto finalmente un ottimo Corigliano che ha giostrato magnificamente negli spazi occupati nelle altre partite dallo stesso Galliati e, dovendo marcare con un lungo il nostro play, la difesa avversaria si è allargata o meglio ha perso quegli equilibri che probabilmente aveva consolidato nel tempo.
Piccola parentesi storica: cinque anni fa, play-off di serie D, coach Azzaretti in panca con Asti e io per caso in panca con l’ECS, il play nostro era Galliati.
Ultima annotazione: prima della partita, visto anche la mezz'ora di ritardo, parlando con altri "addetti ai lavori" ho detto <>, effettivamente considerando l’andamento della partita il loro allenatore non se n'é accorto, ma non credo che sia questo il motivo. Credo in sostanza che le squadre di oggi siano più abituate a giocare sul perimetro invece che dentro, ovviamente in conseguenza della regola del tiro da tre punti.
Penso anche che i ragazzi che vengono in palestra oggi siano instradati giustamente verso un apprendimento generico e non specialistico in un ruolo, appunto non ci sono giocatori che escono dai settori giovanili che sappiano giocare vicino e con le spalle a canestro, ripeto giustamente, per questo motivo credo che la mancanza di abitudine a giocare con pivot di ruolo abbia portato il coach dell’Ivrea a non sfruttare questa arma contro una squadra senza lunghi.
Chiudo con un auspicio: siccome noi un pivot di ruolo lo abbiamo, noi tifosi speriamo che torni in fretta a giocare così almeno si avrà la consapevolezza di avere meno limiti.
[Inviata da SalParadiso]